alchimie da provare

Seconda e ultima puntata della fiction…

la scelta è stata dura e difficile ma alla fine… a roma ,vicino  piazza di spagna…

fu la meravigliosa GALLIERA! 

 

glitter O’


      

glitter hearts

 

 e comunque è stata l’occasione anche di fare un nuovo giro olfattivo.

ba2542f7c4d2716a3c3430265ec5384f.jpgNASOMATTO un nuovo nome della profumeria artistica

Ossessionato dagli odori ALESSANDRO GUARNIERI debutta con NASOMATTO, una collezionedi 5 odori-fragranze che rivoluzionano il concetto stesso di profumo.

Profumi da indossare non per piacere e compiacere ma per vivere emozioni, sperimentare sensazioni inedite .

cinque extrait de parfum   insoliti e misteriosi senza una piramide olfattiva dichiarata.

L’ hanno definita una collezione visionaria e anticonformista .

DURO,NARCOTIC VENUS,ABSINTH,HINDU GRASS,HIPPY.

Mi sono lasciata avvolgere da DURO che mescolo a volte con  un CARDINAL di HEELEY

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CARDINAL mi fa impazzire sa di chiesa ,di incenso,li libri antichi ,di stanze buie ,di vecchi antiquari, di certi musei, sa di penombra  e di muri umidi, sa di storia e ricordi, un viaggio nel passato ,una goccia dell ‘altra fragranza e ritorni nel presente energico

 

Un alchimia da provare

 

 

 

Alla mostra di sebasiano del piombo con i profumi addosso (2 capolavori)

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 viaggio emotivo37ef2b371f56a0912b505da8e28afbd0.jpg5c0690f17b81039f80d32a739dd34c63.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La rivincita di Sebastiano del Piombo

 Povero Sebastiano, bisognava arrivare al 2008 perché qualcuno gli dedicasse una mostra tutta per sé. Grande fra i grandi, nel suo percorso da Venezia a Roma, lui, sintesi palpitante delle due maggiori scuole pittoriche del nostro Rinascimento, amico fraterno di Michelangelo, cosa avrà dovuto scontare? Ora Roma finalmente lo celebra, povero Sebastiano, con una mostra misterica e sontuosa a Palazzo Venezia, tutta la sua produzione esposta, tranne che due sole opere (la “Resurrezione di Lazzaro” da Londra e la “Morte di Adone” di Firenze), inamovibili per il precario stato di conservazione. E un allestimento di lusso, firmato nientemeno che da Luca Ronconi e Margherita Palli, con soluzioni tecniche all’avanguardia. Per far risplendere quel percorso di oscura e lucente complessità, con le opere che emergono isolate dal contesto, ad evidenziare la profondità stilistica ed intellettuale, ma anche emotiva, della sua pittura.
Sebastiano del Piombo si chiamava Sebastiano Luciani. Lo dicevano “del Piombo” perché tale fu l’ufficio che ebbe, cioè bollare i diplomi pontifici col sigillo del piombo, una rendita sicura e ambita che veniva concessa agli artisti a riposo e in cui il Luciani successe a Mariano Fetti nel 1531. Arrivò a Roma da Venezia, dove era nato verso il 1485 e dove aveva studiato col Giambellino, e frequentato il Giorgione, nel 1511. Già artista affermato, vi fu chiamato dal grande mecenate, il senese Agostino Chigi. Resterà nella città capitolina praticamente fino alla morte, il 21 giugno 1547, vivendo anche il trauma del Sacco di Roma (1527), come testimonia in una lettera all’amico Buonarroti del 1531 «Ancora non mi par esser quel Bastiano che io era inanti al sacco: non posso tornar in cervello ancora»
A Palazzo Venezia, attraverso le oltre settanta opere esposte, dal periodo veneziano, ai ritratti romani, ai temi religiosi, fra cui le sconvolgenti grandi tavole della “Pietà” e della “Flagellazione” da Viterbo, si ripercorre l’intera sua carriera pittorica. Con quella vocazione monumentale, pur nella vibrante luce giorgionesca, che l’incontro col gusto formale dell’Italia centrale porta agli accenti emotivi e drammatici della tarda produzione. Così, oltre ai dipinti, anche disegni preparatori e disegni dell’amico Michelangelo, e svanisce quella dicotomia fra primato del disegno e primato del colore di cui gli storici semplificatori vogliono l’un l’altra armate Venezia e Firenze. Inoltre una sezione della mostra propone il confronto coi pittori della Controriforma romana, da Francesco Salviati a Scipione Pulzone, fino ad arrivare alla fortuna di Sebastiano in Spagna. E la complessità, la ricchezza storica e artistica di questo momento irripetibile della nostra identità tracima per le strade di Roma, dagli affreschi nella Villa della Farnesina a quelli di San Pietro in Montorio o alla pala di Santa Maria del Popolo. La mostra vedrà come seconda tappa Berlino, la Gemäldegalerie, ed un grande convegno internazionale dedicato all’artista.
Così Sebastiano avrà finalmente la sua rivincita. Pensare che Luigi Lanzi, nella sua “Storia pittorica d’Italia”, lo condisce ben bene: “Può sospettarsi che fosse aiutato nell’invenzione; sapendosi che Sebastiano non avea da natura sortita prontezza d’idee, e che in composizioni di più figure era lento, irrisoluto, facile a prometter, difficile a cominciare, difficilissimo a compiere.” Nella Roma dello splendore papalino, col trionfo dell’amabile (ma sempre immenso) Raffaello, il sodalizio col Buonarroti ha lasciato strascichi di ingiusti sospetti. Magari era un’unione di spiriti affini, e amabile lo doveva essere pure Sebastiano, che nasce musicista, e che, per dirla col Vasari, era pure di “piacevol e dolce conversare”. O magari era l’amicizia di due artisti che si stimavano, anche se, racconta sempre Vasari, nel 1534 Michelangelo si offese e non gli parlò più fino alla morte. Chissà, forse Sebastiano stava ancora semplicemente scontando nei secoli i pregiudizi di piccinerie e piccole invidie. Perché, secondo il curatore Claudio Strinati, sovrintendente al Polo Museale Romano, questa retrospettiva è un invito alla tolleranza e a pensare con la propria testa, e l’arte introspettiva di Sebastiano è un potente stimolo ad aprire la mente.

Sebastiano del Piombo 1485 – 1547
8 febbraio -18 maggio 2008

Roma, Palazzo Venezia

da il sole 24 ore

 

 L’alchimia è un’antica pratica protoscientifica che combina elementi di chimica, fisica, astrologia, arte, semiotica, metallurgia, medicina, misticismo e religione.  

VIAGGIO OLFATTIVO

http://bloom13.myblog.it/media/01/01/ea7bfc00976595e72059fe1f3afc257f.mp3
massive attack feat  portishead & tricky

 

 AMO I PROFUMI

Ho un amore smodato per i profumi,a volte maniacale .

Quelli per la casa, per il corpo,amo i profumi leggeri,freschi quelli che mi danno energia che mi fanno sognare e ricordare.

   adoro il fico di DIPTYQUE

 

       
semplice,pulito,chiaro 

 

Philosykos.

Ecco la sua piramide:

Testa :     Foglie di fico

Cuore :    Legno di fico

 Fondo :    Cedro bianco

Il fico di Diptyque, è la foglia più che il frutto, è il frutto senza il dolce dentro, la parte rossa, è rimasta solo la buccia.

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(sentite il profumo dei panni stesi al sole )

            

Il colore è verde e questo albero è di una vecchia casa in periferia, una casa quasi dimenticata, classica sensazione di altri tempi.tipica dei diptyque,di una casa shabby chic.

Prima o poi bisogna avventurarsi nelle profumerie cosiddette “di nicchia”, quelle che ospitano i profumi più esclusivi e sublimi, dove vi accolgono come in un salotto e vi spiegano per filo e per segno tutte le segrete essenze,ogni tanto ti fanno annusare un piattino di chicchi di caffè per ”pulire ”il naso e continuare il percorso olfattivo. 

E’ un’esperienza che merita, se amate i profumi. 

Nelle mie ricerche scelgo profumi dai colori chiari,dalle boccette poco cariche ,dalle forme squadrate ,eessenziali.

Il profumo è importantissimo è la prima cosa che ”vedo” quando incontro qualcuno per la prima volta ,di solito la scelta del  profumo rispecchia sempre la personalità,non si può sbagliare. 

 

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Czech & Speake
 
 
 
PER LA CASA

 

Chez Moi si chiama l’ultima creazione di L’Artisan Parfumeur, e stavolta non si tratta di un profumo.

Descritto da L’Artisan, che vi ha dedicato 2 anni di studi, come “una seduttiva alleanza tra tecnologia, design e poesia”, Chez Moi è un diffusore di essenze per la casa che le amanti dei profumi di nicchia adoreranno. 

Costa “un tantinello”, intorno ai 250 dollari, ma ha disponibili le cinque fragranze più celebri di L’Artisan: Mûre Sauvage, Intérieur Figuier, Mimosa Marin e L’Ambre.

 

 

 

 

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Le candele profumate non sono tutte uguali. Quelle Diptyque nascono nel 1963 dalla creatività di Desmond Knox- Leet, Christiane Gautrot e Yves Coueslant. Oggi come allora sono prodotte con lo stesso rigore e la stessa cura nella scelta delle essenze, semplici ma talvolta ricercate: timo, cedro tiglio rimandano a sensazioni olfattive- emozionali e richiamano alla mente profumi esotici, ma al contempo familiari.

 

profumo d ambiente  dama bianca di laura tonatto 

 
 

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Bar à Parfum
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Location di culto a Roma per i veri modaioli, il Bar à Parfum è un bar molto particolare in cui, invece di fermarsi a prendere un cappuccino, ci si ferma ad “assaggiare” un profumo. Sì, perché in questo luogo il profumo, raro e prezioso, si assaggia come fosse un vino pregiato. I coniugi Gaidano hanno aperto nel centro di Roma un olfattorio in cui hanno raccolto una grande varietà di profumi femminili e maschili, ma anche per la casa, in modo che ognuno di noi possa trovare la fragranza che meglio si accosta al proprio MOOD Il Bar à Parfum è un posto da intenditori, che qui possono trovare marchi di nicchia e di alto livello come L’Artisan Parfumeur, Diptyque, Les Parfums de Rosine, Coudray, Dètaillè, Piver, Compagnie de Provence.

 
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Per il bucato 

 
 
questo è un piccolo elenco di siti per conoscere i migliori profumi

a milano   http://www.10corsocomo.com

a parigi colette

 

 

 
 

Takashimaya New York

                                                                      

 

 

 

 

 

Bar à Parfum
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Location di culto a Roma per i veri modaioli, il Bar à Parfum è un bar molto particolare in cui, invece di fermarsi a prendere un cappuccino, ci si ferma ad “assaggiare” un profumo. Sì, perché in questo luogo il profumo, raro e prezioso, si assaggia come fosse un vino pregiato. I coniugi Gaidano hanno aperto nel centro di Roma un olfattorio in cui hanno raccolto una grande varietà di profumi femminili e maschili, ma anche per la casa, in modo che ognuno di noi possa trovare la fragranza che meglio si accosta al proprio MOOD Il Bar à Parfum è un posto da intenditori, che qui possono trovare marchi di nicchia e di alto livello come L’Artisan Parfumeur, Diptyque, Les Parfums de Rosine, Coudray, Dètaillè, Piver, Compagnie de Provence. Oltre ai profumi un altro elemento di prestigio sono le ciprie e le linee complete di make up di LeClerc, nome illustre della cosmesi francese.

 

 

 
 
 

Qui stiamo sempre a spruzzarci profumi, cerchiamo nuovi luoghi di utilizzo come capelli e mani, e ci sembra che non basti mai.

Pensavamo di essere fissate, invece qualcuno ha scoperto che potremmo essere… depresse! uno studio dell’Università di Tel Aviv pare infatti dimostrare che spruzzarsi generose dosi di profumo può essere sì una preferenza personale, ma anche sintomo di depressione. Uno stato mentale depresso, infatti, influisce anche sul nervo olfattorio e causa una perdita nella capacità olfattiva. Tale perdita è compensata allora esagerando con le dosi di profumo.

I medici hanno anche scoperto, però, che l’aromaterapia può aiutare: deteminate essenze, infatti, paiono  avere effetti positivi proprio sulla depressione.

Gli scienziati non specificano però quali. Peccato: volevamo correre a spruzzarcene da capo a piedi!

 

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mah……

 

 

 
 
 
 

 

 Alan Rickman in “Profumo” di Tom Tykwer

il libro è stato emozionante e profumato il  film insipido

a volte noioso da non vedere